“Ciao, io parlo l’italiano, l’inglese, il russo bene ma non c’e una persona di praticare percio sto cercando un/a persona di parlare italiano o inglese o russo con me e io posso auitare altri in studiare l’arabo perciò questa e la mia prima lingua”
A scrivere, in modo comprensibilmente maccheronico, è un utente di Italki.com, un interessante sito collaborativo dedicato all’apprendimento delle lingue, attraverso risorse condivise (ed editabili liberamente, come su ogni wiki che si rispetti) che aiutano a comprendere la grammatica, la pronuncia e la matrice culturale dei diversi linguaggi. Il tutto con un layout grafico leggero e gradevole.
Software: rilasciata la nuova versione di SocNetV un tool open source per il Social Network Analysis (SNA).
SocNetV permette di disegnare reti sociali sulla propria interfaccia grafica tramite l’ uso del mouse, importare ed esportare grafici di reti dai formati dei maggiori applicativi commerciali ed infine realizzare analisi di tipo statistico su tali grafici.
E anche gli hacker hanno un loro social network. Fino ad oggi si ritrovavano su Orkut o in forum speciazlizzati, oppure si potevano rintracciare su LinkedIn; ma da oggi The House of Hackers sarà il primo social network dedicato alla comunità di coloro che si riconoscono nella definizione di hacker.
Il sito dichiara di voler sostenere la cultura hacker, il loro modo di essere, la loro vision sulle cose e sulla politica e, cosa assai importante, essere un luogo che possa incrociare l’offerta di competenze specifiche in tema di sicurezza informatica (chi sa violare una serratura, sa anche come renderla sicura) con le domande di lavoro di aziende che si vogliono proteggere a livello informatico assumendo consulenti qualificati.
Ogni giorno possiamo leggere sulla rete svariati esempi su come si può generare pubblicità attorno a un evento o a un prodotto sulle reti sociali più frequentate, utilizzando strumenti e tecniche di social media marketing.
Sappiamo bene quindi, che il social networking può essere usato per promuovere praticamente ogni forma di business facendolo conoscere a una moltitudine di persone con pochi, semplici step; tendiamo però a dimenticare che è possibile fare anche il contrario, ovvero utilizzare gli stessi strumenti per ottenere l’effetto opposto, per demolire invece che promuovere il nostro obiettivo.
Sappiamo tutto del corteggiamento di Microsoft nei confronti di Yahoo, e di come le ricche offerte di Redmond siano state finora rispedite, più o meno cortesemente, al mittente.
In una situazione così incerta, ci si potrebbe aspettare che la società di David Filo e Jerry Yang si metta in una posizione di attesa rispetto alle proprie strategie industriali. Invece Yahoo non solo non si ferma, ma rilancia come se niente fosse. E lo fa con una mossa importante.
Y!OS è un acronimo che sta per “Yahoo! Open Strategy” e riassume bene l’intenzione di una ristrutturazione radicale di Yahoo! basata su una piattaforma aperta che permetta una migliore comunicazione degli utenti della rete di siti della company di Sunnyvale; perché il punto è questo: una rete sociale esiste già, ma solo in potenza. Come dice Neal Sample, chief platform architect di Yahoo: “Non stiamo costruendo l’ennesimo social network. Abbiamo già un social network incredibile; lo dobbiamo solo sbloccare”.
Il guru del community management Mario Sundar, sul suo blog Marketing Nirvana elenca quelli che - a suo avviso - sono gli strumenti irrinunciabili per fare community management in modo efficace. La lista di Sundar è divisa in tre categorie corrispondenti a tre azioni: organizzare, comunicare e monitorare.
Vediamoli assieme.
Una semplificazione per il mobile 2.0. CellSpin è un nuovo software che consente di immettere contenuti digitali (audio, video, testi ed immagini) su MySpace, Facebook, Flickr, Blogger, e altri siti sociali. Gli sviluppatori di CellSpin dichiarano la compatibilità con oltre 300 modelli di cellulari. Chi non possiede un cellulare può comunque usare un servizio online inviando una mail a che poi si occuperà di pubblicarli sui siti prescelti.
Maggiori informazioni a questo link.
A chi non è mai capitato di provare ad aprire una pagina web e di trovarsi con un messaggio di errore di cui non sapere a chi dare la colpa?
Pingdom, che si occupa del monitoraggio dell’attività (e di conseguenza dell’inattività) dei server sulla rete, ha pensato di classificare i 16 social network più grandi secondo il tempo di downtime misurato nei primi quattro mesi del 2008.
MySpace si è rivelato il più affidabile con solo un’ora e cinque minuti di “"indisponibilità" sui 4 mesi del rilevamento. Maglia nera Twitter: per ben 37 ore non è stato possibile accedere alle pagine del sito. I tempi di downtime dei siti presi in esame sono elencati anche mese per mese.
Link all’articolo.
Un report (chi lo volesse leggere dovrà sborsare 695 dollari) di eMarketer stima che il mobile social networking passerà dagli attuali 82 milioni di utenti (rilevati nel 2007) ai ben 800 milioni del 2012. Un settore che - in soli 5 anni - vedrà quindi decuplicata la propria base utente. Emarketer sottolinea che la stima comprende sia gli attuali utenti di siti sociali, che vi accederanno anche tramite dispositivi mobili, sia utenti che useranno esclusivamente cellulari e palmari per accedere ai social network. Lo studio prevede che nel 2012 un possessore di cellulare su 5 usufurirà di servizi di mobile social networking.
Link all’articolo e al report.
Yahoo! ha resistito e ha respinto il corteggiamento miliardario di Microsoft. E i suoi azionisti sono infuriati. Ma ora che succederà? Visionpost prova a rispondere con un’analisi della situazione, disegnando 5 possibili scenari; anzi 5 “fantascenari”:
1) Microhoo
2) Googlehoo
3) MicroSpace
4) YahAol
5) YahooSpace
Link all’articolo.
Italia Geomagazine è un social network geografico che segnala eventi localizzabili su mappe corredandoli di informazioni riguardo al territorio in cui si svolgono. Si può anche effettuare una visita tridimensionale della zona di riferimento. Da provare.
Per maggiori informazioni.
WeShow.com è un social network in lingua spagnola dedicato a chi vuole condividere video. La sua peculiarità è che crea la possibilità di un guadagno economico per i suoi iscritti. Come? Il sito concede il 50% degli introiti generati dagli annunci Google Adsense agli utenti.
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Una delle frontiere del social networking è l’integrazione con i motori di ricerca. Tutti sanno che Google ci sta lavorando, ma si sa che i giganti sono più lenti e meno agili dei piccoli, così Sightix prova ad anticipare i concorrenti lanciando una tecnologia che valorizza i risultati relativi alla propria rete sociale effettuando ricerche al loro interno. Se, per esempio, cercassimo un ristorante a Roma, e i nostri contatti di Facebook ne avessero uno preferito, il risultato della nostra ricerca ne terrebbe conto.
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Oltre che per i chip di silicio, la California è famosa anche per le sue uve: Outside the Lines, che tra i suoi clienti annovera numerosi operatori dell’ospitalità e della ristorazione, ha annunciato un nuovo social network dedicato agli appassionati del vino. Il sito si chiama WineAnd HospitalityNetwork.com ed è nella fase di pre-lancio, quindi non ancora consultabile.
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Il social network canadese POIFriend.com, permette ai propri utenti di creare un elenco di punti d’interesse da usare con i propri dispositivi di navigazione satellitare GPS e di condividerli con altri. Il sito divide per categorie le informazioni sui luoghi che si ritiene opportuno segnalare all’attenzione degli altri utenti del sito. I numeri di POIFriend.com: 10000 utenti, 150000 visitatori unici e 85000 punti d’interesse liberamente scaricabili. Per gli appassionati del genere, in Italia c’è qualcosa di simile: POIGps.com.
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Ancora una volta la protesta politica passa per le reti sociali. Stavolta è il turno di un gruppo di attivisti egiziani, che hanno scelto Facebook per organizzare un boicottaggio di generi alimentari, e protestare così contro la politica dei prezzi attuata dal loro presidente Mubarak.
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Qualcuno ha usato il nome di Seth Godin, un autore di best seller, per aprire un account su Twitter. Ma non era Seth Godin. La cosa ha animato un dibattito sulla blogosfera.
Personal Branding Blog ne ha approffitato per stilare un vademecum, onde evitare che il proprio nome venga usato da terzi sui principali social network. Vademecum in verità piuttosto inutile per la banalità dei consigli che elenca, ma interessante perché si basa sul concetto della reputazione delle identità virtuali. Agli albori della rete italiana l’editore Niki Grauso comprò migliaia di domini corrispondenti a nomi di persone fisiche preconizzando che un giorno avrebbero potuto interessare a chi aveva quel nome.
Prima o poi qualcuno si metterà a registrare account su MySpace e Facebook, corrispondenti a tutti i nomi dell’elenco telefonico di una grande città?
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eDrugSearch.com è un sito di shopping comparativo di medicinali, che abbina la classica analisi dei prezzi al social networking. Gli utenti possono dare un rating ai farmaci e ai farmacisti che li vendono, conoscere le variazioni dei prezzi e altre notizie concernenti la salute personale.
875.000 utenti che hanno fatto acquisti dal lancio del sito, e 500.000 dollari di profitti in un solo mese per eDrugSearch, sono dati che parlano da soli e che testimoniano il successo di una sinergia che potrebbe essere un’esperienza pilota per altri social network.
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