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Aggregatori di Social Network: vogliamo un profilo unico?
- Pubblicato il: 14 September 2007
- Da: francesco
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Con la recente esplosione del fenomeno del network sociale si è assistito a un rapido proliferare di servizi e applicazioni. L’ incrementale diversificazione degli ambiti ha fatto si che milioni di utenti partecipassero attivamente a un numero sempre maggiore di comunità.
Ai vantaggi in termini di qualità del servizio prodotti dalla crescente specializzazione si sono accompagnati i primi problemi di ordine pratico. Gli utenti per usufruire di queste applicazioni devono ovviamente gestirle: trovandosi così ad effettuare ripetutamente gli stessi compiti , dalla registrazione alla compilazione dei profili alla gestione dei dati degli account.
Quello della frammentazione dell’identità virtuale è un tema annoso, sviluppatosi parallelamente alla diffusione di massa dell’uso della rete. Nel caso dei network sociali assume dimensioni ancora più gravose, aggiungendo alla classica combinazione nome utente e password tutta una serie di dati e informazioni personali da coordinare.
Gli americani hanno già dato un nome a questo fenomeno: Social Network Fatigue.
Gli ultimi tempi hanno visto la nascita di una nuova classe di applicazioni pensate per risolvere o quanto meno alleviare questa problematica, i cosiddetti Social Network Aggregators, (è possibile consultarne qui e qui una lista esauriente). Questi aggregatori si propongono di fornire all’utente gli strumenti per gestire, monitorare e interagire con le più disparate piattaforme di interattività esistenti. La quantità di software disponibili e l’attenzione che ricevono da parte dei portali specializzati sembrano indicare un forte interesse da parte degli utenti dei network sociali per soluzioni che agevolino la gestione globale dei loro dati.
Tuttavia, a giudicare dalle recensioni, questi prodotti soffrono degli stessi difetti che affliggono le applicazioni che vorrebbero aggregare: sono piattaforme chiuse che non permettono l’interoperabilità con servizi simili e soffrono spesso di instabilità e disfunzioni perché lanciate quando ancora in fase di sviluppo.
Non poteva mancare all’appello Google, da sempre impegnato nella semplificazione delle attività dei proprio utenti : è di questi giorni la notizia che sta sviluppando un aggregatore per la sua rete di applicazioni; gli analisti della compagnia vedono infatti un forte potenziale economico nell’integrazione fra questo servizio e le strategie di advertising personalizzato.
In ogni modo quella degli aggregatori non è l’unica strada intrapresa da chi sta cercando di standardizzare il processo di gestione dei dati personali in rete. Un’ approccio diverso arriva dal gruppo di lavoro dei Microfomats, il cui progetto prende il nome di Social Network Portability .
In sintesi il progetto si propone di utilizzare i microformati (semplici porzioni di html, il linguaggio su cui è fondato il web, quindi impiegbile ovunque) per la creazione e l’ inserimento e dei propri dati sulle più disparate applicazioni. Questo approccio ha il vantaggio di essere aperto, quindi utilizzabile da qualsiasi piattaforma e sito, permettendo di risolvere il problema alla radice.
Il problema della portabilità delle identità virtuali diventa più sentito con l’aumentare delle stesse, e i numerosi tentativi di trovare una soluzione lo testimoniano. Non sarebbero solo gli utenti tuttavia a beneficiare dalla centralizzazione di dati e preferenze.
Data la crescente popolarità delle piattaforme di network sociale l’idea di un servizio che le raggruppi è economicamente interessante . L’immensa base utenti dei siti di networking ha un’indubbia attrattiva e le necessità possono anche essere stimolate o indotte.
Esempio lampante è il progetto di Google nominato in precedenza: i feed personalizzati vengono considerati dalla compagnia di Mountain View più promettenti dei siti web per l’ advertising personalizzati. Per un’ azienda che fa dei gusti e delle abitudini di navigazione dei propri utenti il punto di forza del proprio business, la possibilità di avere una visione d’insieme dei loro interessi ha un alto potenziale economico.
La diversificazione dei sistemi di network sociale obbliga a gestire informazioni ridondanti, ma è questa diversità ad attrarre gli utenti, che optano per sistemi diversi per soddisfare esigenze differenti. Un sito di socialità è diverso da uno di relazioni professionali come da uno di condivisione fotografica. Questi concernono diversi aspetti della vita online che non è affatto scontato si vogliano presentare allo stesso modo. Così come siamo persone diverse in diversi contesti sociali, possiamo volerlo essere nei nostri circoli virtuali.
Chi scrive crede nell’utilità di sistemi che permettano all’ utente di gestire i propri dati personali in modo flessibile e centralizzato. Allo stesso tempo nutre dei dubbi sull’opportunità di affidarsi a soluzioni di terze parti che potrebbero farne un utilizzo arbitrario e crede che le stesse problematiche di portabilità di cui si parla potrebbero ripresentarsi nel momento in cui si volesse passare da un sistema di gestione ad un altro.
Temi: Editoriale, Social network, Tecnologia e strumenti sociali
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