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Community, sottotitoli e telefilm

  • Pubblicato il: 29 March 2010
  • Da: Alesstar
  • Commenti: 2
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Una delle passioni degli italiani, insieme al cinema, è indubbiamente la visione di serie tv, di solito americane.

Una passione che negli ultimi anni è sicuramente cresciuta, ampliando ed estendendo in maniera quasi imprevedibile le tipologie di fruizione di questo prodotti. I protagonisti principali di questo successo sono vari: possiamo citare sicuramente la disponibilità di banda larga, la tecnologia peer2peer, la possibilità tramite forum, blog e siti di venire a conoscenza dei tagli e delle censure applicate a varie serie ed anime da parte delle tv generaliste e il fenomeno sempre riconducibile a queste dei palinsesti selvaggi, con messe in onda al di fuori da ogni logica e programmazioni che cambiano quattro volte durante la stessa stagione, e non ultimo per importanza, Lost, capace di far forte presa sui fan creando aspettative e impazienza pari forse solo a Twin Peaks o X-Files.
Un interesse, quindi, quello verso i telefilm e le sitcom, che negli ultimi anni, dal 2004 circa in poi, ha fatto sì che si alzasse la “domanda” di nuove serie e di nuove stagioni non andate ancora in onda sulle nostre tv e che in media, fino a poco tempo fa, impiegavano anche uno o più anni per essere importate, se non addirittura rimanere sconosciute ai più.

Lost in questo ha ricoperto un ruolo importantissimo, poiché ha contribuito in grandissima parte a cambiare le abitudini di fruizione del prodotto telefilm nonché a cambiare le modalità di trasmissione da parte delle reti televisive.

È così aumentata la domanda di serie nuove, appena uscite negli USA, o comunque non ancora arrivate in Italia, anche da parte di chi l’inglese, specie se slang, o con diversi accenti, non lo mastica, serie per le quali il doppiaggio ovviamente non è previsto prima dell’acquisto dei diritti di trasmissione dei singoli network.  Prima del 2005 già qualche community adibita ai sottotitoli esiste, ma in genere è più orientata alla traduzione della singola serie o a materiale di provenienza giapponese;  a dicembre di quell’anno nasce però ITASA -  Italian Subs Addicted. In quel periodo infatti un gruppo di appassionati si riunisce in un solo sito per tradurre diverse serie, tra cui Smallville, CSI e, appunto, Lost. Sempre nello stesso periodo, si riuniscono intorno a Superbiagi un altro gruppo di traduttori, dando così vita a Subsfactory, che apre i battenti nell’aprile 2006.

La riunione sotto uno stesso tetto di più serie permette così alle due community di crescere, fino a raggiungere numeri veramente importanti:  più di 17 mila utenti registrati al sito, più di 14 mila fan su Facebook, più di 1000 followers su Twitter per ITASA, quasi 1500 fan su Facebook per Subsfactory, e la traduzione di moltissime serie tv, dalle più famose a quelle meno conosciute.

La disponibilità di sottotitoli tradotti, subito e in maniera precisa, ha sicuramente portato benefici a quella che è la cultura dei telefilm e delle sitcom in Italia: infatti prima di questa disponibilità ci si doveva accontentare di ciò che altri (coloro che compravano le serie nelle emittenti televisive) decidevano di trasmettere, e secondo le modalità da loro imposte, al massimo si potevano recuperare tramite i cofanetti di dvd ma sempre comunque serie viste e spesso straviste grazie alle repliche selvagge in tv. Con i sottotitoli non solo è possibile vedere serie in quasi contemporanea con la prima messa in onda, ma si è anche diffuso il piacere di poter scegliere tra un’ampia gamma di serie, tra cui anche quelle che in Italia forse non verranno mai trasmesse, o trasmesse solamente su alcuni canali non in chiaro. Ma soprattutto c’è il piacere dato dalla possibilità di ascoltare la lingua e le voci originali dei propri attori e personaggi preferiti. Tutto ciò sta avendo effetti sulla programmazione e sulla istantanea disponibilità dei telefilm: da ottobre alcune serie importanti come FlashForward e Lost sono trasmesse dalle nostre emittenti con solo una settimana di differenza dalla messa in onda USA, e in questi giorni anche Visitors, dopo un recupero delle puntate andate in onda in autunno, verrà trasmesso in differita di pochi giorni, quanto basta per poter essere tradotte e doppiate. “A me piace pensare che gli spettatori, stufi di sottostare ai comodi delle reti televisive (che ancora fanno come par loro rispetto ai programmi in chiaro, soprattutto per quanto riguarda gli orari di programmazione), abbiano cercato di arrangiarsi da soli attraverso la rete. Una volta che questo ha iniziato ad incidere sui dati auditel le reti hanno cercato di correre ai ripari (vedi programmazione lampo di Lost e Visitors), ma onestamente avrebbero dovuto pensarci prima di “maltrattare” i telespettatori. Poi, ripeto, i dialoghi italiani, per quanto simili, non sono mai uguali ai nostri sottotitoli, quindi c’è sicuramente dietro il lavoro di un traduttore professionista e di un direttore del doppiaggio” chiude TutorGirl.

Vedremo nei prossimi giorni come queste due community sono strutturate, quali contributi hanno portato nel loro campo e al modo di fare, appunto, community.

Temi: Community

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    Interventi

  • 1 Scritto da Lore! il 29 Mar 2010

    Articolo interessante, brava :)

    Ma ti sei dimenticata di una cosa, che secondo me nasce dall’abitudine sempre maggiore di guardare i serial in lingua con sottotitoli: da qualche settimana Fox ha iniziato a trasmette Lost direttamente in lingua inglese il giorno dopo la messa in onda in USA, mentre la puntata tradotta arriva la settimana successiva

  • 1 Scritto da alesstar il 29 Mar 2010

    grazie della precisazione Lore! ;) è una sfumatura che m’era sfuggita :)

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