Articoli
Community, sottotitoli e telefilm - ITASA
- Pubblicato il: 27 April 2010
- Da: Alesstar
- Commenti: 0
Abbiamo introdotto le due più grandi e famose community per i sottotitoli italiane, vediamo ora nello specifico ITASA.
La community, che ha nella pagina fan e nell’account Twitter le sue estensioni, riunisce all’interno del sito varie funzionalità: innanzi tutto la sezione per la ricerca e il download dei sottotitoli con la segnalazione delle ultime release e delle traduzioni in corso; il forum dedicato alle serie più altri argomenti di attualità ed interesse generale; il blog dedicato a news, ascolti, recensioni, curiosità e spoiler; myitasa, una future “che permette agli utenti di impostare le proprie serie preferite, ricevere costanti aggiornamenti sui sottotitoli, sulle news inerenti pubblicate sul blog, valutare la propria affinità con altri utenti sulla base delle serie comuni e pertanto ricevere consigli su ciò che ancora non si guarda ma che potrebbe piacere”, come ci dice TutorGirl, una degli admin del sito; in finale, la presenza sul sito delle schede delle serie televisive di The TVDB, che possono essere previa registrazione a quest’ultimo, modificate ed integrate da chiunque.
Quello che viene naturale chiedersi è se ci sono problemi a livello legale, in quanto quelli che vengono rilasciati sono dei file che contengono la trascrizione tradotta dei dialoghi di telefilm e a volte di film. Tempo fa, in altri paesi dell’Unione Europea, di fronte a minacce di provvedimenti legali, molti siti hanno chiuso proprio per evitare problemi. La legge italiana sul diritto d’autore è però, strano a dirsi, più elastica, per cui le “libere interpretazioni di un testo” come sono i subs in questione, distribuite oltretutto in modo gratuito, non infrangono nessuna legge. Sempre diversamente da altri siti non italiani, ITASA non linka i torrent o i file per poter scaricare i filmati, ma anzi scoraggia qualsiasi approfondimento di questa tematica sui propri spazi.
I traduttori di ITASA sono tutti appassionati non professionisti: nessuno di loro riceve retribuzione per il lavoro che fa. Spesso ci sono state polemiche riguardo al fatto che i siti di subs “rubino” il lavoro ai traduttori professionisti, specie quelli che collaborano direttamente con le case di doppiaggio: “non abbiamo mai avuto problemi con traduttori ufficiali e reti televisive, proprio per il fatto che entrambi sanno che facciamo un lavoro gratuito di cui possono usufruire liberamente e che agevola il loro lavoro più di quanto lo ostacoli.“ dice ancora TutorGirl; “Innanzitutto noi non adattiamo per il labiale, cosa che quindi va ancora fatta prima del doppiaggio; in secondo luogo non siamo infallibili (anche perché le nostre tempistiche sono molto più ridotte di quelle dei traduttori professionisti). Per questo motivo il nostro lavoro necessita di essere rivisto prima di essere “spacciato” come una traduzione a livello professionale”; e ancora “In questo senso abbiamo snellito di molto il lavoro dei traduttori professionisti, i quali, invece che tradurre ogni episodio da zero, possono usare i nostri sottotitoli e sottoporli unicamente ad una revisione. Se questo fatto abbia snellito anche la loro retribuzione non lo so, ma so per certo che hanno un salario minimo sotto il quale non possono scendere, quindi mi riesce difficile credere che prendano meno a causa nostra. Molto più facile invece pensare, come dicevo prima, che il loro lavoro si sia semplificato.“
ITASA vive infatti di donazioni tramite paypal: i costi di gestione, manutenzione e hosting su server sono sostenuti dagli associati in maniera del tutto volontaria, senza finanziamenti pubblici o privati; lo stato di associazione non riconosciuta senza fini lucro non la obbliga nè alla redazione di un bilancio nè ad essere soggetta regime fiscale o tributario. Nonostante questo, nel 2008 gli admin hanno steso un rendiconto di gestione, anche in occasione del “bilancio” attivo che ha permesso di devolvere il 15% a Medici Senza Frontiere e a Orthopaedics.
Ma la vivacità dell’utenza, oltre che nelle donazioni, si può vedere anche a livello partecipativo: un gran numero di traduttori, ruolo cui si può candidare chiunque creda di avere un buon livello di comprensione e traduzione semplicemente sostenendo un test standard; la possibilità di creare immagini per la home del sito, che vengono inserite mano a mano che le release sono pronte; c’è chi ha realizzato un search plugin per firefox per ricercare i subs direttamente dal browser; la possibilità di scrivere post sul blog e l’ampio spazio che viene dato alla discussione e alla segnalazione di errori nelle traduzioni in modo di poter offrire sempre un servizio di qualità volto al miglioramento continuo.
Si chiude qui la seconda parte del nostro viaggio nelle community dedicate ai sottotitoli, nella prossima parleremo con Superbiagi, webmistress di Subsfactory.
Temi: Community
Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con i tuo amici.
Interventi
Non ci sono ancora commenti per questo articolo