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Facebook - ora anche un romanzo tutto suo: Feisbuuc!
- Pubblicato il: 20 February 2009
- Da: alessandra
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Tutto cio’ che odora di Facebook in questo periodo garantisce ritorni immediati in termini di attenzione. Ovvio che prima o poi qualcuno avrebbe deciso di monetizzare questa attenzione, trasformando Facebook in un libro, che nel caso attuale, deve quasi tutto al social network piu’ diffuso. Gli deve un titolo, italianizzazione del nome:“feisbuuc”, gli deve l’argomento, amori e relazioni che si dipanano dal Wall alle Chat, gli deve la modalita’ di diffusione, con l’obbligatorio “gruppo” e il seguito dei fan. Lo seguiamo anche se non ne siamo certo meravigliati.
L’esperimento, o progetto, così come viene chiamato su Facebook, di Lorenzo Pezzato non è cosa nuova. Infatti che la rete possa trasformarsi in un ottimo trampolino di lancio per neoscrittori o scrittori sconosciuti non è novità di questi giorni. Come è appurato che il web abbia portato ad un ribaltamento dello schema classico a cui sottostava il mondo della produzione letteraria. La rete oggi offre una possibilità in più agli scrittori nel rapporto con gli editore.
Era infatti appannaggio di quest’ultimi scegliere il romanzo da proporre ai lettori, dare eventuali consigli per ritocchi o migliorie, fare un’analisi della vendibilità del prodotto, operare una previsione di vendite decidendo così di far conoscere il romanzo e il proprio autore ad un pubblico più o meno vasto. Capovolgimento dello schema appunto. Gli scrittori e anche gli editori usano la rete tutta, con social media ma ancora di i blog personali, come canale pubblicitario immediato non solo per far conoscere al pubblico i propri prodotti letterari ma anche per testare in anticipo la reazione dei lettori, il loro interesse e anche il loro parere.
Una pratica già messa in atto. Una sperimentazione già avvenuta e già compiuta con esiti definiti. Quindi piu’ che di sperimentazione, parlerei di utilizzo furbo e consapevole di un mezzo a disposizione.
E’ in questo panorama mutato che si inserisce il progetto - Feisbuuc il Romanzo- che molti segnalano all’attenzione incuriositi. Se ne parla ad esempio su L’Unità, nella versione online, su OggiTreviso, sul settimanale della Gazzetta dello Sport Sportweek .
L’idea Feisbuuc nasce dalle riflessioni di Pezzato e di un’amica, avvenute in rete, rispetto alla portata e alle influenze dei fenomeni dei social network nella società attuale. Attorno a queste riflessioni l’autore costruisce la trama del suo romanzo ispirandosi a una categoria di argomenti molto frequentata di Facebook: amori, passioni e amicizie del passato che sono nuovamente accessibili attraverso il nuovo strumento. Da qui il romanzo parte raccontando la storia di amori e amicizie della protagonista Paola. Il romanzo è formato da 22 capitoli di cui si da un assaggio nella pubblicazione online per evidenziare il progetto di ricerca dell’interattività con i fruitori della rete. Lo spaccato che il romanzo consegna ai lettori inserisce integralmente dialoghi in chat avvenuti realmente e insieme discussioni sulle trasformazioni apportate da Facebook e da altri social network nella vita di relazione tra le persone.
Per quanto si inserisca in un trend nuovo, la novità che mi pare maggiormente da sottolineare non sta tanto nel tentativo di crearsi in anticipo un pubblico per invogliare qualche editore a pubblicare il romanzo. Come non è così nuovo condividere e scambiarsi opinioni tra l’autore e i lettori attraverso la pubblicazione parcellizzata di parti di romanzo, che nella sua progressione ha così la possibilità di trasformarsi grazie alla collaborazione dei lettori che costituiscono i feedback costruttivi della narrazione. L’autore stesso dichiara “il feedback dei lettori è materiale preziosissimo per confrontare ed eventualmente modificare il testo”..
Il fatto nuovo a parer mio è invece l’utilizzo dello strumento come mezzo e contemporaneamente come oggetto di contenuto del romanzo “Il romanzo è completato da qualche settimana, ma la condivisione dei capitoli in rete mi permette di centrare meglio l’obiettivo, affinare continuamente il testo per trovare una chiave riconoscibile, decifrabile, comune, ossia l’evidenza che riesca almeno in parte a spiegarne il dilagante successo”. E ancora, l’elemento di sperimentazione (sia pure non del tutto cosi’ originale) non risiede nelle cose sopra citate ma piuttosto nell’utilizzo del linguaggio delle chat come struttura narrativa del testo.
Va da sé allora che per quanto riguarda l’interrogativo principale del romanzo: Amori, passioni,ricordi che si credevano persi ritornano in scena. Può Facebook sconvolgere le nostre vite? La risposta non può che essere affermativa. Affermativa, non tanto in merito a letture sociologiche che indagano le influenze sconvolgenti della possibilità che un passato si infranga improvvisamente dentro al presente ma alle continue sollecitazioni che il presente dona al presente, in chiave di eterna trasformazione. Può sconvolgere le nostre vite? Certo che può e soprattutto lo sta già facendo e procede con passaggi di trasformazioni costanti e insieme epocali.
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