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Geocities, Facebook e le opinioni di mr. Ballmer.

  • Pubblicato il: 08 October 2007
  • Da: francesco
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C’era una volta Geocities. Quando ancora non c’erano i motori di ricerca a darci una mano nella ricerca delle informazioni, navigare era una sorpresa, era un vero viaggiare. Iniziavamo a esplorare il web grafico, dopo aver iniziato con il web testuale (con il browser Lynx, su macchine Sun) e quando avevamo un po’ di tempo da perdere, bastava aprire GeoCities, scegliere un neighborhood tra i vari disponibili per perdersi nell’elenco di siti autogestiti da utenti sparsi nel mondo. Saltavano fuori gli argomenti piu’ improbabili, teoricamente collegati all’argomento del “quartiere”, ma di fatto imprevedibili. Era il web degli albori, poca grafica, molto testo con colori vivi e scritte lampeggianti, qualche frame e magari un unico banner pubblicitario.

Nel 1995 GeoCities fornisce agli utenti collegati a 14.4 kbytes alcuni strumenti per fare community. Non ricordiamo l’introduzione di queste novita’, ma ci viene in aiuto Wikipedia nel ricordarci la storia. La crescita della comunita’ subisce un aumento di traffico, si arriva alle 6 milione di page views al mese, fino a diventare cosi’, nel giugno del 1997, il 5’ sito piu visitato della Rete, con un milione di utenti iscritti!

La storia prosegue con l’incredibile acquisizione da parte di Yahoo, per 3.57 miliardi di dollari, giusto prima che iniziasse la prima bolla (forse l’ultima?) della storia di Internet. In pratica nel 1997 Yahoo si compra una community composta da milioni di utenti che si scambiano e condividono informazioni. Strumenti per la community, chat e bullettin board, in linea con le possibilita’ del tempo: non c’erano ancora connessioni a banda larga e quindi mandare una fotografia poteva avere un costo significativo. Un social network embrionale dal successo garantito secondo le attese odierne. In realta’ la vicenda si conclude diversamente.

Oggi potremmo chiedere a qualunque utilizzatore di Internet quali sono i servizi piu utilizzati e non troveremmo GeoCities nei primi 10 ma neanche nei primi 100. Yahoo ce l’ha ancora nel suo portale di accesso, ma relegato a un piccolo richiamo in basso a sinistra.

Questa la storia. Oggi, 10 anni piu’ tardi, la Rete sta rivivendo un secondo periodo di euforia: come gia’ annunciato in un nostro articolo precedente, gira voce che Microsoft sia pronta a pagare 500 milioni di dollari per il 5% di Facebook, portando la quotazione del gruppo a 10 miliardi di dollari.

Ma, in un’intervista di Timesonline a proposito dei social networks e della strategia di Microsoft, il suo CEO, Steve Ballmer ammonisce: “GeoCities had most of what Facebook has“ e “There can’t be any more deep technology in Facebook than what dozens of people could write in a couple of years. That’s for sure“. Come dire: “Facebook e i social network non sono nulla di nuovo e possiamo farci un Facebook quando vogliamo”.  Ora, la contraddizione sembrerebbe evidente.

Il dibattito si e’ subito sviluppato in rete e possiamo cosi riassumerne le due correnti principali:

-Ballmer non ha capito nulla del Web 2.0.

-Ballmer ha capito tutto, ma tenta di buttare acqua sul fuoco e far abbassare il prezzo di Facebook.

Noi, pero’, potremmo aggiungere:

-Ballmer ha capito benissimo che non sta comprando una tecnologia, ma piuttosto una comunita’ di 40 milioni di persone (and counting). In UK Facebook ha gia’ superato Myspace, anche se crediamo che la competizione sia piu’ di forma che di sostanza. Condividono la stessa definizione e strumenti simili (ma non uguali), assolvono la stessa funzione (comunicare) ma hanno comunque target e utilizzi differenti.

-Ballmer ha deciso che avere una partecipazione del 5% nella compagine azionaria del principale social network ancora disponibile sul mercato dopo l’acquisizione di Myspace a prezzi di saldo da parte di News corp., puo’ valere 500 milioni di dollari. Una cifra che gli garantirebbe di seguire da vicino lo sviluppo di una sito che ha le premesse per diventare un vero e proprio sistema operativo online: Facebook ha aperto completamente le proprie porte agli sviluppatori, ci sono eventi dedicati e i migliori programmatori in corsa.

-Ballmer si assicura di non rimanere fuori dal mercato. 500 milioni di dollari con i quali alza la posta e rilancia verso il suo principale competitor che aveva mostrato interesse analogo: 10 miliardi di dollari sono tanti anche per Google.

-Infine,  Ballmer ci ricorda che Microsoft ha passato indenne la prima bolla, e ha intenzione di passare indenne anche la (eventuale) seconda.

Insomma siamo convinti che anche questa volta Microsoft abbia fatto bene i suoi conti.

Temi: Community, Aspetti finanziari

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