Osservatorio Community Notizie ed opinioni sul mondo delle community e dei social network

Articoli

Google, da motore di ricerca a rete sociale?

  • Pubblicato il: 22 November 2008
  • Da: Lorenzo P.
  • Commenti: 4
My Title

E’ solo di qualche ora fa l’introduzione di una funzione aggiuntiva - peraltro già annunciata il mese scorso - al motore di ricerca più famoso e utilizzato del pianeta, Google. Chi accede alla pagina di ricerca con un account Google (Gmail o gli altri servizi) si troverà, di fianco ad ogni risultato della ricerca effettuata, 3 nuovi pulsanti. Le tre opzioni disponibili all’utente sono quelle che gli permettono di promuovere , rimuovere o commentare il risultato della ricerca.
Ma che vuol dire? Semplicemente che d’ora in poi, sarà possibile personalizzare i risultati delle nostre ricerche, secondo i nostri gusti, portando in cima alla pagina quello che ci appare come il risultato più significativo, o più utile per le nostre esigenze. Così, allo stesso modo, possiamo rimuovere i risultati che consideriamo innecessari, e inoltre lasciare commenti pubblici che esprimono la nostra opinione su quel link, o sul perché lo consideriamo più o meno importante di altri. In sostanza potrebbe sembrare un semplice sistema di bookmarking interno al sito, che potrebbe rendere superfluo aggiungere i bookmark al browser. Ma non è finita qui. Cliccando, in fondo alla pagina della nostra ricerca, l’opzione “see al notes for this search wiki”, potremmo vedere appunto i link più commentati e quante persone li hanno “rimossi” o “promossi” dalle loro ricerche. In pratica un risultato aggregato secondo un embrione di interazione tra gli utenti, che diventano non più solo soggetti passivi che consultano un indice, ma soggetti attivi che lo modificano con le loro preferenze.
Un’intelligenza collettiva che va ad integrare l’algoritmo di Google nel restituirci i risultati delle nostre ricerche.
Per ora è tutto molto basico e la stessa Google lo presenta come un semplice wiki al servizio dell’utenza, una funzione utile ad annotare le proprie preferenze, dichiarando inoltre che i risultati non influenzeranno il ranking di google (oggetto esoterico, ambita e sfuggevole preda della scienza della SEO industry), ma è proprio Google che ci fa capire che in futuro le cose potrebbero cambiare. Marissa Mayer parla esplicitamente della ricerca sul web come di qualcosa che potrebbe trasformarsi in un media partecipativo. Insomma, Google Search Wiki, nel presente immediato, è uno strumento migliorativo dell’esperienza di ricerca dell’utente (anche con un più facile controllo antispam rilevabile da un’anomala unanimità di consensi attorno a un link); nel futuro potrebbe essere una enorme rete sociale di cui per ora abbiamo solo uno scheletro grezzo. Uno scheletro che però fa intuire le sue potenzialità: pensiamo a una ricerca su internet i cui risultati avranno un posizionamento determinato dalla somma delle preferenze degli utenti. Utenti che sono sempre più centrali nelle strategie dei giganti del web 3.0: conosceremo e potremmo influenzare l’esito delle prossime elezioni americane grazie a una funzionalità di Google? Ci dobbiamo immaginare uno scenario dove centinaia di milioni di novelli (ma consapevoli) SEO determineranno il posizionamento delle pagine di una ricerca, non grazie ad abilità tecniche ma soltanto in base alle loro opinioni? L’ipotesi che ad alcuni potrebbe sembrare peregrina e fantasiosa, trova un segnale di possibile conferma in un altro segnale lanciato da Google in questi giorni: l’annunciata chiusura di Google Lively, ovvero di quello che si poteva definire il primo esperimento di social network firmato Mountain View. Lively chiude proprio quando arriva questa strana e nuova funzione del motore di ricerca. Una scelta strategica per concentrare gli sforzi di costruzione di una rete partecipativa di Google in un unico progetto?
Aspettiamo e vedremo. Una cosa sembra certa però: il gigante Google, seppure non immune ai venti della crisi strutturale che sta colpendo l’economia mondiale, non finisce di stupire. E di innovare.
Link al blog ufficiale di Google e a una recensione non ufficiale di Google Search Wiki.

Temi: Grandi player, Lanci e rilanci, Tecnologia e strumenti sociali

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con i tuo amici.

    Interventi

  • 1 Scritto da francesco il 22 Nov 2008

    anche qui parli di web 3.0 cosa intendi?

  • 1 Scritto da giovanni il 22 Nov 2008

    interessante

  • 1 Scritto da Lorenzo P. il 22 Nov 2008

    Per web 3.0 intendo il web come ancora non è ma potrebbe essere. Che contiene al suo interno una serie di innovazioni che ancora non sono bene delineate ma vanno - almeno in questo caso - nella direzione di una maggiore interazione e partecipazione degli utenti.
    Insomma, il web che verrà.

  • 1 Scritto da francesco il 23 Nov 2008

    Io penso che il web 2.0 sia una definizione comoda per e utile per rilanciare verso il grande pubblico i temi del web. Ma in se non ha molto significato, poichè il web E’ partecipazione e interazione per definizione. Il web nasce per creare relazioni.
    Ora, dopo che O’Reilly ha coniato questa definizione (web 2.0) molti si affannano per rilanciare e battezzare il web 3.0. Diciamo comunque che in una accezione condivisa da molti si parla di web 3.0 come del web semantico, dove la comprensione dei contenuti si svolge a un livello superiore rispetto a quello attuale. Come a dire che i sistemi informativi “capiranno” il contenuto del web.
    Io penso che questa cosa, essendo basato su potenze di elaborazione elevate, sara’ il tema dominante per le prossime generazioni, non per la nostra…
    Web semantico: link su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico

Dì la tua (Tutti i campi sono obbligatori, ma la tua email non verrà mostrata)



Rispondi alla domanda quì sotto: (misura antispam)

Nord, Sud, Est e ?:

Temi

Articolo in evidenza

QSalute: pazienti on line

Medici, ospedali, farmaci e salute in generale sono temi molto delicati da trattare on line: ognuno porta esperienze diverse e specifiche e non è sempre semplice fare delle scelte non sapendo molto della struttura o del medico che abbiamo di fronte.

Topics

©2010 Osservatorio Community