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I don’t blog, I tumble: e il blog diventa vecchio

  • Pubblicato il: 17 November 2008
  • Da: Lorenzo P.
  • Commenti: 1
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Prima è stata la volta di Twitter a mettere in discussione la stessa idea di blog, sia nella sintesi che impone ai post (140 caratteri), sia nella relazione che si instaura tra l’autore del microblog e gli altri microbloggers con cui è in rete, disponendo in un’unica pagina gli altrui aggiornamenti, che diventano così un’aggregazione selettiva di blog: in pratica un meta-blog che trasforma l’«uno verso tanti» che caratterizza il blog tradizionale, in «tanti verso tanti».
Ora è la volta di Tumblr e dei suoi tumblelogs, o tlogs, che sono anch’essi variazioni del blog tradizionale in forma non solo di testo o linklogs (come in twitter), ma anche di citazioni, foto, video, e audio (è possibile fare l’upload di un mp3 al giorno); il tutto postabile con una facilità estrema (è disponibile anche un comodo bookmarklet), viene aggregato in una specifica pagina dove le informazioni diffuse dagli altri tloggers con cui siamo in rete, genereranno un flusso di coscienza collettiva, caotico e multiforme, ma in qualche misura coerente.
Tumblr è uno strumento molto potente e questa potenza sta nella sua semplicità e nella sua versatilità. Infatti, chi volesse usarlo come se fosse un blog classico (l’autore che posta, e i lettori che commentano) lo può fare. Ma altri tloggers possono prendere il singolo post, e rilanciarlo (“ribloggarlo”) all’interno del loro spazio con un semplice click. Inoltre è possibile scegliere alcuni post come preferiti, il che restituisce un indice di popolarità all’informazione che intanto si propaga nella community di Tumblr, e quindi sulla rete. Tumblr è facilmente configurabile nell’aspetto, e offre la possibilità di rendere alcuni post privati e visibili solo ai membri del proprio tumblelog. Sì, perché ad ogni utente è riservata la possibilità di aprire più di un tlog: siano essi pubblici o privati ad invito, che possono quindi diventare - per esempio - gruppi di lavoro (magari di brainstorming) attorno a un progetto, o di discussione specifica su un tema. Anche se Tumblr, che ha un’interfaccia leggera e piacevole, customizzabile in modo rapido ed efficace, appare come qualcosa di solito e definito, ha molte “novità sotto il cofano” che sono in arrivo, almeno stando a quanto si intuisce leggendo le note degli sviluppatori del sito. Per ora Tumblr è completamente gratuito ma è già stato annunciato che alcuni servizi opzionali saranno a pagamento: quali saranno questi servizi aggiuntivi non è dato ancora sapere.
Di sicuro, lo strumento - come detto - ha molti punti forza, la facilità d’uso e la versatilità in primis, e non tarderà a diventare un fenomeno di tendenza anche nel nostro paese. Ma il principale nodo su cui si giocherà il successo di Tumblr e dei suoi eventuali futuri epigoni, è il fatto che rappresenta l’evoluzione (secondo alcuni la rivoluzione) del concetto di blog. Un’evoluzione che ha il suo nucleo in una nuova dimensione - quella collettiva - dell’informazione: uno scenario in cui il confine tra autore e lettore è sempre più sfumato e intercambiabile.

Temi: Community, Social network, Tecnologia e strumenti sociali

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  • 1 Scritto da giuliano il 20 Nov 2008

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