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Il lato oscuro dei social network
- Pubblicato il: 30 November 2008
- Da: Lorenzo P.
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Ogni medaglia ha il suo rovescio. E ogni nuovo fenomeno che viene esaltato in un coro quasi unanime di voce positive, non manca quasi mai di suscitare allarmismi e critiche che vanno in senso opposto.
É il caso di un articolo pubblicato sul blog CollaborationSecrets che affronta un tema non semplice, interrogandosi su quanto l’uso dei social network possa essere pericoloso per gli utenti.
Le considerazioni contenute nell’articolo, toccano i temi della diretta condivisione di informazioni personali sulla rete sociale di cui si fa parte, i rischi che i dati contenuti nel proprio computer possano essere facile preda di qualche malintenzionato proprio grazie a relazioni sviluppate all’interno delle community virtuali; infine, si citano casi di situazioni criminali avvenute offline (ovvero nella vita reale) - talvolta con esito tragico - proprio a causa di contatti intrecciati all’interno del social network di cui la vittima faceva parte, in particolare su MySpace, che ha poi messo filtri e protezioni al fine di ridurre i rischi che eventi di questo tipo si potessero ripetere.
Rischi però che - preme sottolinearlo - esistono ed esisteranno sempre: perché questi pericoli sono insiti in ogni relazione sociale basata sulla fiducia, ovvero su un parametro che è per eccellenza arbitrario.
Il paranoico che si trovasse a leggere questa discussione ci direbbe che se non vogliamo rischiare nulla, basterà chiuderci in casa a doppia mandata di chiave, e non far entrare nessuno. Ma che vita sarebbe? E dall’altra parte, è vero che dare una totale fiducia a perfetti sconosciuti - con cui si ha solo una conoscenza superficiale - può essere qualcosa di realmente pericoloso.
I suggerimenti - se vogliamo, scontati - di CollaborationSecrets, sono quelli di:
- personalizzare il livello di privacy del proprio account sul social network prestando attenzione a chi può vedere certe informazioni che si forniscono;
- riflettere su quali informazioni si intende fornire e quali tenere riservate;
- attivare ogni difesa possibile a tutela del proprio computer e quindi dei dati in esso memorizzati;
- in caso di incontri nella propria vita reale di persone conosciute in rete, cercare elementi informativi e di conoscenza dell’altro utente per non affrontare un appuntamento completamente al buio.
Sono suggerimenti banali, ma dobbiamo pensare che non tutti hanno la consapevolezza che il virtuale è comunque qualcosa di diverso dal reale. E che un avatar è solo la rappresentazione di una persona fisica.
L’uso compulsivo delle reti sociali - fenomeno a cui dedicheremo attenzione prossimamente - può infatti portare a una perdita della percezione di che cosa siamo nella vita reale e di come invece ci proponiamo agli altri, quando usiamo un filtro virtuale. Stiamo parlando infatti di comunicazioni mediate, e non dirette, questo non va mai dimenticato.
E’ pur vero che nel momento in cui decidiamo di metterci in relazione con altri, rinunciamo consapevolmente alla nostra privacy e - è nella natura dei social network - condividiamo alcune nostre informazioni personali, passandole ad altre persone che fanno parte della comunità online a cui siamo iscritti.
E’ un serpente che si morde la coda: se vogliamo garantirci una privacy assoluta, i social network andrebbero completamente evitati. Ma se entriamo a farne parte, sappiamo che i contenuti delle nostre comunicazioni potrebbero essere usati per scopi diversi da quelli che ci attendiamo. In fondo, a muovere il boom dei siti sociali c’è proprio questo desiderio di socializzare il nostro privato, di renderlo pubblico. Per questo, i consigli di CollaborationSecrets, non sono il rimedio a tutti i mali.
E forse la regola più importante è quella del buon senso, da declinarsi - senza paranoie o allarmi eccessivi - secondo i mille casi personali che via via ci si faranno di fronte.
Link all’articolo di CollaborationSecrets e a un video prodotto dal Ministero della Famiglia Francese sui pericoli che si possono incontrare sulla rete.
Temi: Il lato oscuro, Social network
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