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Non tutto Facebook vien per nuocere
- Pubblicato il: 30 January 2010
- Da: Alesstar
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A fronte di tante pagine e tanti gruppi che inneggiano a violenza, razzismo o banalmente stupidità, nascono e crescono spazi adatti al civile scambio di opinione. Nello specifico parliamo oggi della pagina fan Laicità dello Stato, che raccoglie 156 mila fan in crescita continua e nella categoria “Politica” è al secondo posto per numero d’utenti in Italia e 27° nel mondo.
Fondata circa un anno fa da Antonio, studente di 27 anni, completamente estraneo sia al mondo della politica attiva che a quello del giornalismo, la pagina fan nasce perché, semplicemente, non c’era. Da subito Laicità dello Stato si pone come neutrale e fuori da ogni partito e ideologia, mirando a valori quali laicità, libertà in generale e libertà personali nello specifico, autodeterminazione, diversità, progresso, e dicendo no alle discriminazioni, alle violenze, al razzismo.
Come si legge nelle info, “in questa pagina viene trattata la Laicità dello Stato nella sua definizione generale di analisi dei rapporti e delle ingerenze tra Stato e Chiesa, ma anche le tematiche laiche ovvero quelle in cui la visione risulta contaminata da visioni religiose e/o discriminazioni e/o concezioni retrograde non tollerabili in un Paese civile e che ricadono sulle minoranze della collettività limitandone, ma anche impedendone, la vivibilità e la quotidianità“.
Antonio si è così trovato quasi subito a postare giornalmente link e video che riguardassero questi valori e a veder crescere anche abbastanza rapidamente i fan della sua pagina, passando in due giorni da 5000 a 50000 utenti grazie all’introduzione dell’opzione “suggerisci agli amici”.
Grande è stata ed è la risposta degli utenti, con commenti numerosissimi a tutti i post, che, vista anche l’importanza degli argomenti trattati, infuocano gli animi. Come dice Antonio: “Oggi la pagina rappresenta un interessante esperimento di convivenza tra gente che diversa nella sua natura, nei suoi credo e nelle sue esperienze riesce a trovare un contatto costruttivo.“ I commenti e i “mi piace” si contano ormai a centinaia, così come molte sono le discussioni aperte dai singoli utenti nell’apposita area.
Come in tutte le community, anche per Laicità dello Stato ci sono momenti critici: i temi delicati trattati vedono a volte le reazioni scomposte di qualcuno, fan o meno, che rischiano di sfociare in esternazioni contrarie allo spirito della pagina, quando non vanno invece fortemente contro. L’amministratore della pagina non può scegliere chi si iscrive o chi può commentare, e proprio per il carattere della pagina fan, volta al rispetto e alla libertà individuale, non cancella i commenti di nessuno, né dei maleducati né dei troll, poiché, come spiega in una nota, ritiene che i commenti che rispondono o comunque seguono le affermazioni “incivili” debbano essere un momento di crescita per tutti e di dimostrazione a tutti del modo in cui ci si debba comportare.
E non mancano nemmeno le lamentele di qualcuno che ritiene che dietro la pagina fan ci siano gruppi politici e anticristiani: in casi come questi Antonio ha deciso di dare visibilità e di rispondere punto per punto, spiegando quale sia lo spirito e la motivazione di alcune scelte editoriali e di gestione, che sono in genere dettate da peculiarità tecniche del mezzo, dai propri interessi, in quanto unico amministratore e “proponente” gli argomenti, nonché da quello che le notizie giornaliere offrono.
Ma sotto questa community viva e fremente davanti gli occhi di tutti, c’è un sottobosco altrettanto in fermento, che si esprime tramite i messaggi privati che gli utenti inviano ad Antonio, che definisce essere una delle più grandi sorprese di questa sua esperienza. Tantissimi messaggi attraverso cui le persone dimostrano la propria fiducia e stima nei confronti di questo ragazzo, raccontandogli pezzi delle loro vite. Antonio da una parte si dichiara contento di questa dimostrazione di fiducia, ma dall’altra è consapevole anche dei drammi che a volte queste persone vivono e scelgono di condividere con lui, anche solo inviandogli una semplice mail. Drammi che spesso lo turbano, ma allo stesso tempo lo spingono ad andare avanti con la pagina di Laicità dello Stato, dando rilievo a notizie su un mezzo, Facebook, che troppo spesso è utilizzato per giochi spesso fini a se stessi e non per applicare il modello di democrazia partecipativa che all’inizio del boom s’era profilato all’orizzonte come il suo più grande pregio.
Una community che si riunisce anche all’esterno di Facebook, in delle chat gestite sempre da Antonio, il quale ha deciso di metterle a disposizione visto le tante richieste da parte dei suoi utenti più giovani. Partita come un esperimento, la prima sera subito dopo aver rilasciato il link su Facebook in una sola stanza ha raccolto circa un migliaio di persone entusiaste di poter chattare; in seguito l’amministratore si è organizzando creando un’unica pagina con diverse room divise per tematiche che vengono aperte di volta in volta creando una sorta di eventi occasionali.
Sicuramente quella di Laicità dello Stato è una voce fuori dal coro, che dimostra bene come a fare la differenza in internet non siano tanto le tecnologie, o comunque lo siano fino ad un certo punto, quanto le persone: su Facebook esistono sì gruppi che incitano alla violenza, che insultano, pagine fan totalmente inutili che creano solamente “rumore” o che anche con buone intenzioni non riescono ad interagire proficuamente con i propri utenti, ma d’altra parte esistono anche pagine e gruppi che si fanno promotori ed amplificatori dell’informazione mettendo a disposizione spazi per la condivisione con rispetto di idee, pareri ed opinioni di tutti.
Temi: Community, Grandi player
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