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TroopTube il video-sharing per militari che riconosce le parole.
- Pubblicato il: 13 November 2008
- Da: Lorenzo P.
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La notizia sta facendo il giro della rete. L’esercito americano dopo aver impedito più di un anno fa che i propri militari usassero YouTube (ma anche Myspace), considerati eccessivamente esosi di banda, ha aperto TroopTube. Il nuovo sito di video-sharing, che è riservato ai militari, ma anche ai civili del dipartimento della difesa statunitense, nasce con l’intento di far sì che le famiglie - tramite video-messaggi - si possano tenere in contatto con i propri cari in missione dall’altra parte del globo, o dislocati in modo permanente nelle tante basi americane situate nei paesi dell’alleanza atlantica.
Ci sono due aspetti da sottolineare che rendono peculiare questo servizio: Il primo è il rigido vaglio della censura su ogni contenuto pubblicato che viene analizzato preventivamente dal Pentagono, perché non contenga né violazioni di copyright né - soprattutto - metta a rischio la sicurezza nazionale.
Il secondo aspetto è invece squisitamente tecnologico ed è stato curato dalla Delve Networks (una startup di Seattle): il suono di ogni video di cui viene fatto l’upload viene analizzato, riconosciuto e trasformato in un testo che finisce - depurato dalle parole più comuni - nel motore di ricerca dello stesso TroopTube, rendendo così le ricerche all’interno del sito incredibilmente efficienti.
Questa la motivazione ufficiale, ma - anche se non viene dichiarato - immaginiamo che questo aspetto fortemente innovativo possa essere direttamente correlato al primo, ovvero il favorire l’attività ricerca svolta dal Pentagono di parole proibite ai fini della tutela della sicurezza nazionale, insomma facilitando in pratica il lavoro del censore. In ogni caso, di sicuro un’innovazione importante anche per i risvolti che potrà avere in applicazioni future più “civili”, come del resto - qualcuno se lo ricorderà - capitò alla stessa Internet, che nella notte dei tempi si chiamava ARPAnet, ed era un progetto della Difesa americana.
Va però sottolineato un altro aspetto critico che merita una riflessione: un canale di comunicazione del genere è senza alternative (un militare in missione non può scegliere tra TroopTube e YouTube, perché il secondo è bandito) e controllato dall’alto (tramite la censura dei contenuti): qualora il dipartimento della difesa volesse diffondere certe informazioni e non altre presso i propri soldati, avrebbe (e avrà) gioco estremamente facile.
Un passo indietro rispetto alle libertà individuali, fatto con la scusa del consumo di banda, e addolcito dal bel vestito del nuovo sito?
Temi: Il lato oscuro, Lanci e rilanci, Tecnologia e strumenti sociali
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