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Proteggere la propria identità sui Social Network
Qualcuno ha usato il nome di Seth Godin, un autore di best seller, per aprire un account su Twitter. Ma non era Seth Godin. La cosa ha animato un dibattito sulla blogosfera.
Personal Branding Blog ne ha approffitato per stilare un vademecum, onde evitare che il proprio nome venga usato da terzi sui principali social network. Vademecum in verità piuttosto inutile per la banalità dei consigli che elenca, ma interessante perché si basa sul concetto della reputazione delle identità virtuali. Agli albori della rete italiana l’editore Niki Grauso comprò migliaia di domini corrispondenti a nomi di persone fisiche preconizzando che un giorno avrebbero potuto interessare a chi aveva quel nome.
Prima o poi qualcuno si metterà a registrare account su MySpace e Facebook, corrispondenti a tutti i nomi dell’elenco telefonico di una grande città?
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