Osservatorio Community Notizie ed opinioni sul mondo delle community e dei social network

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  • Perché Sanremo é Sanremo

    Se siete appassionati e non volete proprio perderlo, se non fanno altro in tv, se avete la casa invasa da amici che vi obbligano a guardarlo, un modo per abbattere la noia indotta da Sanremo 2010 c'è: seguirlo su internet.

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  • Non tutto Facebook vien per nuocere

    A fronte di tante pagine e tanti gruppi che inneggiano a violenza, razzismo o banalmente stupidità, nascono e crescono spazi adatti al civile scambio di opinione. Nello specifico parliamo oggi della pagina fan Laicità dello Stato, che raccoglie 156 mila fan in crescita continua e nella categoria "Politica" è al secondo posto per numero d'utenti in Italia e 27° nel mondo.

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  • Formspring.me, domandare è lecito

    È la moda del momento, si chiama Formspring.me ed è semplicissimo Ci si può registrare tranquillamente con la propria mail o con il proprio account Facebook, dopodiché si invia ai propri contatti l'indirizzo della propria pagina e si aspetta.

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  • Facebook - ora anche un romanzo tutto suo: Feisbuuc!

    Tutto cio' che odora di Facebook in questo periodo garantisce ritorni immediati in termini di attenzione. Ovvio che prima o poi qualcuno avrebbe deciso di monetizzare questa attenzione, trasformando Facebook in un libro, che nel caso attuale, deve quasi tutto al social network piu' diffuso. Gli deve un titolo, italianizzazione del nome:"feisbuuc", gli deve l'argomento, amori e relazioni che si dipanano dal Wall alle Chat, gli deve la modalita' di diffusione, con l'obbligatorio "gruppo" e il seguito dei fan. Lo seguiamo anche se non ne siamo certo meravigliati.

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  • Un contributo al dibattito in corso sui pericoli legati ai Social Network

    Le discussioni sulle meravigliose opportunità delle reti sociali, accanto ai punti di vista che osservano con preoccupazione i pericoli a cui l’utente di un social network si espone, continuano. L’uso di internet, all’epoca del Web 2.0, ha avviato forme di comunicazione tra milioni di persone dove nelle relazioni interpersonali si condividono giorno per giorno aspetti del proprio privato, presente o passato. Il decidere di rendere pubbliche alcune informazioni su se stessi può arrecare vantaggi di diversa natura, da quelli psicologici e sociali (che troveranno spazi di riflessione a parte) a quelli lavorativi ai vantaggi che riguardano maggiormente le aree tematiche della politica, della militanza o della propaganda e ad altre aree ancora. Ma a quali pericoli andiamo incontro?

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  • Facebook raggiunge quota 150 milioni di utenti registrati

    Faceva caldo (agosto 2008) quando Facebook annunciava di aver raggiunto la notevole cifra di 100 milioni di utenti iscritti, mentre siamo coperti di neve ora e Zuckerberg comunicasul suo blog che ha aggiunto in soli sei mesi altri 50 milioni di utenti, totale 150. Il 10% degli utenti di Internet secondo le ultime stime, è iscritto al social network. Di questi, il 70% sono utenti fuori dagli Stati Uniti.

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  • Che succederà ai social network?

    Al Web 2.0 - il summit tecnologico, che si è appena tenuto a San Francisco - Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha detto chiaro e tondo che a lui interessa avere prima di tutto più utenti iscritti: e non fare più soldi. Insomma l'aspetto dimensionale che conta più di quello sostanziale, questo il succo. A questo punto vale la pena di autocitarsi e ricordare che ci siamo già occupati, in un dettagliato articolo postato su Osservatorio Community, della supervalutazione di Facebook e delle possibili conseguenze che avrebbe potuto generare. Le affermazioni di Zuckerberg - che avranno fatto sobbalzare dalla sedia il povero Steve Ballmer, CEO di quella Microsoft che ha investito 240 milioni di dollari in Facebook, seguono di poco, come abbiamo visto, le preoccupazioni espresse da molti analisti sul reale valore di Facebook che certo ha tanti, tantissimi utenti, ma genera pochissimi utili,

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L’employer branding ai tempi della crisi

Ritorniamo su un argomento affrontato per la prima volta nel 2008 con un articolo che é risultato tra i piú letti del nostro magazine. Cosa è successo da allora? In tempi di crisi come quello attuale, in cui ci troviamo sicuramente di fronte a un mercato del lavoro caratterizzato da un eccesso di offerta, il tema dell'Employer Branding è ancora all'ordine del giorno?

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