Osservatorio Community Notizie ed opinioni sul mondo delle community e dei social network

  • Community

    Oltre i social network, o meglio, prima, abbiamo i forum di discussione o message board, con una relazione molti a molti. Pero' la definizione comprende anche i blog, dove intorno a una figura o un'idea di riferimento esiste una community di lettori che partecipano. Ma in origine c'erano anche i newsgroup, bacheche elettroniche vera essenza della partecipazione online.

  • Non tutto Facebook vien per nuocere

    A fronte di tante pagine e tanti gruppi che inneggiano a violenza, razzismo o banalmente stupidità, nascono e crescono spazi adatti al civile scambio di opinione. Nello specifico parliamo oggi della pagina fan Laicità dello Stato, che raccoglie 156 mila fan in crescita continua e nella categoria "Politica" è al secondo posto per numero d'utenti in Italia e 27° nel mondo.

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  • Cappuccini & fotografie

    Uno dei soggetti e dei brand più amati da i fotografi di Flickr è indubbiamente Starbucks, il colosso mondiale del caffè e del frappuccino. Moltissime le foto che hanno come protagonisti il classico bicchiere di carta o la tazza con la sirena, oltre i mille i gruppi che le raccolgono, oltre i 100 gli utenti che hanno scelto il marchio come nick: questi sono solo alcuni i numeri che Starbucks raccoglie sulla community fotografica più famosa, senza contare le visualizzazioni, i "fav" e i reblog su Tumblr.

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  • Il manifesto di Hagakure - un contributo

    La premessa. Hakagure, agenzia di PR di Marco Massarotto, lancia una proposta: "Scrivere un manifesto del modo in cui secondo HAGAKURE vanno gestiti i rapporti Agenzia-Comunità, qualunque comunità, non c’è più tanta differenza tra online e offline ormai. Le comunità con cui le aziende nostre clienti entrano in contatto ormai quotidiano: che siano fatte da due blogger o da centomila persone uniche (basta chiamarli, chiamarci utenti)". Diamo il nostro contributo.

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  • Belkin paga bene per ottime recensioni!

    Aspettavamo un genere di notizia come questa da tempo... Belkin, societa' che commercializza prodotti di vario genere, quelli che trovereste in uno store di audio/video/elettronica, colta con le mani nel sacco per aver creato un programma di remunerazione per scrivere recensioni positive dei loro prodotti sui grandi marketplace online come Amazon. Scoviamo la notizia su Tom's Hardware e risaliamo a ritroso alla fonte! Ecco che il 16 gennaio (venerdi!) l'autore di The Daily Background, pubblica la sua scoperta.

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  • Le community nella propria strategia di comunicazione. Esempi nel Airline Industry

    L'uso delle community a supporto della proprie strategie di comunicazione, di marketing e di employer branding è ormai una prassi consolidata. Noi abbiamo aperto questo magazine proprio con lo scopo di testimoniarne l'importanza e la rilevanza. Oggi prendiamo alcuni esempi in uno dei settori piu' dinamici, quello del Airline Industry. Tra le prime compagnie al mondo secondo differenti parametri di valutazione, troviamo le europee Lufthansa, Airfrance-Klm e British Airyways. Vediamo quindi tre esempi di community che queste compagnie, basate in Europa, hanno sviluppato e lo scopo. Sono casi differenti che mostrano chiaramente quanto possano essere disparati gli ambiti di applicazione e l'utilizzo di uno strumento come la community.

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  • #mumbai: l’informazione orizzontale che funziona meglio di quella tradizionale

    In Italia è notte fonda e in India è l'alba. E' da un giorno e mezzo che è iniziato un attacco terroristico a Mumbai, capitale economica della nazione indiana, che ha provocato - sembra - più di 120 morti e di 300 feriti. Scrivo sembra perché ancora non si è capito che è successo e quali sono stati gli attori e i moventi dietro tanta barbarie: il tutto a ben 34 ore dal tragico inizio del bagno di sangue. La prima pagina dei giornali italiani online si limita a riferirmi una sequela di eventi confusi, ad ordinare dei fatti supposti, disponendoli in un ordine cronologico; e basta. Questi resoconti non mi aiutano a capire molto, anche per via del disordinato layout del principale sito informativo nostrano, ma questo è un altro discorso. Allora, siccome voglio capire qualcosa, mi collego al canale #Mumbai di Twitter, gettonatissima piattaforma di microblogging. Come ipnotizzato, passo diverse ore davanti a una pagina dove - uno dopo l'altro - scorrono sullo schermo notizie e commenti di meno di 140 caratteri, tanto rapidamente che quasi non si riescono a leggere. Molti post (che su Twitter si chiamano tweet) sono semplici rilanci della stessa notizia (o dello stesso tweet) e quindi occorre un po' di pratica per avere a una chiave di lettura di queste decine di migliaia di tweet che costituiscono null'altro che un enorme passaparola collettivo.

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  • I don’t blog, I tumble: e il blog diventa vecchio

    Prima è stata la volta di Twitter a mettere in discussione la stessa idea di blog, sia nella sintesi che impone ai post (140 caratteri), sia nella relazione che si instaura tra l'autore del microblog e gli altri microbloggers con cui è in rete, disponendo in un'unica pagina gli altrui aggiornamenti, che diventano così un'aggregazione selettiva di blog: in pratica un meta-blog che trasforma l'«uno verso tanti» che caratterizza il blog tradizionale, in «tanti verso tanti». Ora è la volta di Tumblr e dei suoi tumblelogs, o tlogs, che sono anch'essi variazioni del blog tradizionale in forma non solo di testo o linklogs (come in twitter), ma anche di citazioni, foto, video, e audio (è possibile fare l'upload di un mp3 al giorno);

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