Editoriale
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Un magazine deve informare, ed ecco il flusso delle notizie, ma anche stimolare alla discussione. Analizzando le nostre fonti e studiando le dinamiche del web proponiamo degli spunti di riflessione con la speranza di trovare in voi degli interlocutori interessati ad approfondire questo fenomeno delle Community. Secondo noi, siamo alle prese con il tema dominante di questo secolo. Abbiamo finalmente gli strumenti per una rivoluzione democratica che porta realmente la collettivita' al centro dei processi di cambiamento sociale. Parliamone.
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Twitter, l’incudine e il martello. L’horror story #fixreplies
Ovvero: la web company più cool del momento decide di semplificare il suo servizio cambiando il modo in cui si propagano le @replies, gli utenti se la prendono perché nessuno li ha avvertiti, Twitter ci ripensa e complica ancora di più le cose. Se non avete seguito la horror story #fixreplies ecco un piccolo riassunto.
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Un contributo al dibattito in corso sui pericoli legati ai Social Network
Le discussioni sulle meravigliose opportunità delle reti sociali, accanto ai punti di vista che osservano con preoccupazione i pericoli a cui l’utente di un social network si espone, continuano. L’uso di internet, all’epoca del Web 2.0, ha avviato forme di comunicazione tra milioni di persone dove nelle relazioni interpersonali si condividono giorno per giorno aspetti del proprio privato, presente o passato. Il decidere di rendere pubbliche alcune informazioni su se stessi può arrecare vantaggi di diversa natura, da quelli psicologici e sociali (che troveranno spazi di riflessione a parte) a quelli lavorativi ai vantaggi che riguardano maggiormente le aree tematiche della politica, della militanza o della propaganda e ad altre aree ancora. Ma a quali pericoli andiamo incontro?
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Il lavoro al tempo delle reti sociali
L'uso intensivo della rete ha cambiato in modo radicale le nostre abitudini. Se vogliamo sapere quali film sono in programmazione nella nostra città, come si raggiunge un luogo, o che cosa pensano altri consumatori di un certo prodotto che vogliamo acquistare, per una sorta di automatismo mentale ormai acquisito, iniziamo a digitare sulla tastiera del computer il testo necessario a soddisfare il nostro bisogno. Internet come una fonte meravigliosa di risposte alle nostre domande. Fare l'elenco delle domande sarebbe troppo lungo. Ma in un periodo di crisi economico-finanziaria come quello che stiamo attraversando, quello che chiediamo al novello genio della lampada - rappresentato da Internet - non riguarda solo l'intrattenimento e gli oggetti di consumo. L'attualità ci forza infatti non tanto a capire come spendere bene i nostri soldi, ma a come reperirli. E così uno dei problemi principali diventa quello di migliorare la nostra posizione lavorativa, cercando forme di occupazione che valorizzino i nostri skill.
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#mumbai: l’informazione orizzontale che funziona meglio di quella tradizionale
In Italia è notte fonda e in India è l'alba. E' da un giorno e mezzo che è iniziato un attacco terroristico a Mumbai, capitale economica della nazione indiana, che ha provocato - sembra - più di 120 morti e di 300 feriti. Scrivo sembra perché ancora non si è capito che è successo e quali sono stati gli attori e i moventi dietro tanta barbarie: il tutto a ben 34 ore dal tragico inizio del bagno di sangue. La prima pagina dei giornali italiani online si limita a riferirmi una sequela di eventi confusi, ad ordinare dei fatti supposti, disponendoli in un ordine cronologico; e basta. Questi resoconti non mi aiutano a capire molto, anche per via del disordinato layout del principale sito informativo nostrano, ma questo è un altro discorso. Allora, siccome voglio capire qualcosa, mi collego al canale #Mumbai di Twitter, gettonatissima piattaforma di microblogging. Come ipnotizzato, passo diverse ore davanti a una pagina dove - uno dopo l'altro - scorrono sullo schermo notizie e commenti di meno di 140 caratteri, tanto rapidamente che quasi non si riescono a leggere. Molti post (che su Twitter si chiamano tweet) sono semplici rilanci della stessa notizia (o dello stesso tweet) e quindi occorre un po' di pratica per avere a una chiave di lettura di queste decine di migliaia di tweet che costituiscono null'altro che un enorme passaparola collettivo.
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Che succederà ai social network?
Al Web 2.0 - il summit tecnologico, che si è appena tenuto a San Francisco - Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha detto chiaro e tondo che a lui interessa avere prima di tutto più utenti iscritti: e non fare più soldi. Insomma l'aspetto dimensionale che conta più di quello sostanziale, questo il succo. A questo punto vale la pena di autocitarsi e ricordare che ci siamo già occupati, in un dettagliato articolo postato su Osservatorio Community, della supervalutazione di Facebook e delle possibili conseguenze che avrebbe potuto generare. Le affermazioni di Zuckerberg - che avranno fatto sobbalzare dalla sedia il povero Steve Ballmer, CEO di quella Microsoft che ha investito 240 milioni di dollari in Facebook, seguono di poco, come abbiamo visto, le preoccupazioni espresse da molti analisti sul reale valore di Facebook che certo ha tanti, tantissimi utenti, ma genera pochissimi utili,
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Osservatorio Community
Finalmente rinnovati nella grafica ma soprattutto nelle funzionalita` e nei contenuti, vogliamo continuare a esprimere i nostri punti di vista sul mondo delle community e a tenervi aggiornati con un flusso costante di notizie. Ecco quindi riassunti, in forma di Frequently Asked Question, come trovare e cosa nel nostro magazine.
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I social network diventano i nuovi media
E' di poche ore fa un breve rilancio di Repubblica.it che segnalava che il sito del Ministero dell'istruzione aveva subito un hacking. L'articolino del quotidiano online riporta un link (Ministero dell'istruzione) che una volta cliccato, dopo pochi secondi di visualizzazione del sito istituzionale, fa partire un video a tutto schermo che dà voce a un personaggio, Anna Adamolo, che riassume in sè vari ruoli (una precaria, un'insegnante, una ricercatrice, una studentessa con lode) trasversali al mondo dell'istruzione. Alla fine del video il mistero viene svelato: Anna Adamolo è un personaggio di finzione, ed è l'anagramma di Onda Anomala il nome del movimento di protesta studentesca contro la legge Gelmini.
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Articolo in evidenza
QSalute: pazienti on line
Medici, ospedali, farmaci e salute in generale sono temi molto delicati da trattare on line: ognuno porta esperienze diverse e specifiche e non è sempre semplice fare delle scelte non sapendo molto della struttura o del medico che abbiamo di fronte.