Grandi player
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La battaglia è accesa, la posta in gioco è alta. Sono i grandi nomi di questo settore che trainano l'innovazione e lo sviluppo. Notizie e rumours sui giganti che alimentano le speranze di tanti piccoli imprenditori con numeri da capogiro.
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La condanna di Google Italia
La notizia bomba di questi giorni è che Google, nella persona di suoi tre dirigenti della sede italiana, è stata condannata a causa della "pubblicazione" (anche se in realtà ha solamente ospitato sui propri server) di un video in cui un ragazzo down veniva picchiato in classe.
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Non tutto Facebook vien per nuocere
A fronte di tante pagine e tanti gruppi che inneggiano a violenza, razzismo o banalmente stupidità, nascono e crescono spazi adatti al civile scambio di opinione. Nello specifico parliamo oggi della pagina fan Laicità dello Stato, che raccoglie 156 mila fan in crescita continua e nella categoria "Politica" è al secondo posto per numero d'utenti in Italia e 27° nel mondo.
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Twitter, l’incudine e il martello. L’horror story #fixreplies
Ovvero: la web company più cool del momento decide di semplificare il suo servizio cambiando il modo in cui si propagano le @replies, gli utenti se la prendono perché nessuno li ha avvertiti, Twitter ci ripensa e complica ancora di più le cose. Se non avete seguito la horror story #fixreplies ecco un piccolo riassunto.
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Facebook - ora anche un romanzo tutto suo: Feisbuuc!
Tutto cio' che odora di Facebook in questo periodo garantisce ritorni immediati in termini di attenzione. Ovvio che prima o poi qualcuno avrebbe deciso di monetizzare questa attenzione, trasformando Facebook in un libro, che nel caso attuale, deve quasi tutto al social network piu' diffuso. Gli deve un titolo, italianizzazione del nome:"feisbuuc", gli deve l'argomento, amori e relazioni che si dipanano dal Wall alle Chat, gli deve la modalita' di diffusione, con l'obbligatorio "gruppo" e il seguito dei fan. Lo seguiamo anche se non ne siamo certo meravigliati.
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Facebook raggiunge quota 150 milioni di utenti registrati
Faceva caldo (agosto 2008) quando Facebook annunciava di aver raggiunto la notevole cifra di 100 milioni di utenti iscritti, mentre siamo coperti di neve ora e Zuckerberg comunicasul suo blog che ha aggiunto in soli sei mesi altri 50 milioni di utenti, totale 150. Il 10% degli utenti di Internet secondo le ultime stime, è iscritto al social network. Di questi, il 70% sono utenti fuori dagli Stati Uniti.
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#mumbai: l’informazione orizzontale che funziona meglio di quella tradizionale
In Italia è notte fonda e in India è l'alba. E' da un giorno e mezzo che è iniziato un attacco terroristico a Mumbai, capitale economica della nazione indiana, che ha provocato - sembra - più di 120 morti e di 300 feriti. Scrivo sembra perché ancora non si è capito che è successo e quali sono stati gli attori e i moventi dietro tanta barbarie: il tutto a ben 34 ore dal tragico inizio del bagno di sangue. La prima pagina dei giornali italiani online si limita a riferirmi una sequela di eventi confusi, ad ordinare dei fatti supposti, disponendoli in un ordine cronologico; e basta. Questi resoconti non mi aiutano a capire molto, anche per via del disordinato layout del principale sito informativo nostrano, ma questo è un altro discorso. Allora, siccome voglio capire qualcosa, mi collego al canale #Mumbai di Twitter, gettonatissima piattaforma di microblogging. Come ipnotizzato, passo diverse ore davanti a una pagina dove - uno dopo l'altro - scorrono sullo schermo notizie e commenti di meno di 140 caratteri, tanto rapidamente che quasi non si riescono a leggere. Molti post (che su Twitter si chiamano tweet) sono semplici rilanci della stessa notizia (o dello stesso tweet) e quindi occorre un po' di pratica per avere a una chiave di lettura di queste decine di migliaia di tweet che costituiscono null'altro che un enorme passaparola collettivo.
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I numeri di LinkedIn
Solo qualche giorno fa parlavamo di Facebook e del paradosso della disparità tra la valutazione economica - 15 miliardi di dollari - del social network più frequentato al mondo, e i relativamente scarsi profitti che generava.Veniva anche sottolineatocome quetsi profitti non venivano ricercati e come nel medio periodo si cercasse solo di incrementare la già vasta base utente. Ma Facebook non è l'unico modello di gestione di un social network di successo. Lo racconta il CEO di LinkedIn in un'intervista pubblicata dall'edizione online del San Francisco Chronicle. Il 42enne Dan Nye, da circa un anno e mezzo alla guida del social network professionale, snocciola pochi, ma significativi numeri. Gli utenti iscritti sono cresciuti da 8 a 30 milioni