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Il lato oscuro
Le community sono una grande opportunità ma nascondono anche pericoli non sempre espliciti, ma reali. Non ignoriamoli ma diamogli la giusta dimensione.
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Un contributo al dibattito in corso sui pericoli legati ai Social Network
Le discussioni sulle meravigliose opportunità delle reti sociali, accanto ai punti di vista che osservano con preoccupazione i pericoli a cui l’utente di un social network si espone, continuano. L’uso di internet, all’epoca del Web 2.0, ha avviato forme di comunicazione tra milioni di persone dove nelle relazioni interpersonali si condividono giorno per giorno aspetti del proprio privato, presente o passato. Il decidere di rendere pubbliche alcune informazioni su se stessi può arrecare vantaggi di diversa natura, da quelli psicologici e sociali (che troveranno spazi di riflessione a parte) a quelli lavorativi ai vantaggi che riguardano maggiormente le aree tematiche della politica, della militanza o della propaganda e ad altre aree ancora. Ma a quali pericoli andiamo incontro?
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Il lato oscuro dei social network
Ogni medaglia ha il suo rovescio. E ogni nuovo fenomeno che viene esaltato in un coro quasi unanime di voce positive, non manca quasi mai di suscitare allarmismi e critiche che vanno in senso opposto. É il caso di un articolo pubblicato sul blog CollaborationSecrets che affronta un tema non semplice, interrogandosi su quanto l'uso dei social network possa essere pericoloso per gli utenti. Le considerazioni contenute nell'articolo, toccano i temi della diretta condivisione di informazioni personali sulla rete sociale di cui si fa parte, i rischi che i dati contenuti nel proprio computer possano essere facile preda di qualche malintenzionato
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L’ultimo video di Abaraham
Prendete un 19enne di New York in piena crisi di disistima post-adoloscenziale. Aggiungeteci una webcam, e un social network dove è possibile condividere in diretta un proprio video, farsi vedere insomma dagli altri utenti mentre si dice o si fa qualcosa. Immaginate pure che questo ragazzo annunci il suo suicidio in diretta. Infine pensate a un pubblico di 1500 utenti collegati che lo incitano, lo insultano, o che semplicemente lo guardano: chi di loro pensa che sia uno scherzo, chi forse non lo pensa (e questo è lo scenario più terrificante). Il fatto tragico è che il cocktail fatale di farmaci, il ragazzo, che si chiama Abraham, se lo beve sul serio,
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TroopTube il video-sharing per militari che riconosce le parole.
La notizia sta facendo il giro della rete. L'esercito americano dopo aver impedito più di un anno fa che i propri militari usassero YouTube (ma anche Myspace), considerati eccessivamente esosi di banda, ha aperto TroopTube. Il nuovo sito di video-sharing, che è riservato ai militari, ma anche ai civili del dipartimento della difesa statunitense, nasce con l'intento di far sì che le famiglie - tramite video-messaggi - si possano tenere in contatto con i propri cari in missione dall'altra parte del globo, o dislocati in modo permanente nelle tante basi americane situate nei paesi dell'alleanza atlantica.
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Come un social network può distruggerci la reputazione
Ogni giorno possiamo leggere sulla rete svariati esempi su come si può generare pubblicità attorno a un evento o a un prodotto sulle reti sociali più frequentate, utilizzando strumenti e tecniche di social media marketing. Sappiamo bene quindi, che il social networking può essere usato per promuovere praticamente ogni forma di business facendolo conoscere a una moltitudine di persone con pochi, semplici step; tendiamo però a dimenticare che è possibile fare anche il contrario, ovvero utilizzare gli stessi strumenti per ottenere l'effetto opposto, per demolire invece che promuovere il nostro obiettivo.
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I social network aiutano i bambini a crescere?
C'è chi dice di sì. Genitori e psicologi uniti nel credere che i social network facciano bene al bambino in età evolutiva: per motivi diversi. E ovviamente con tutti gli accorgimenti e le precauzioni del caso. Da leggere. Link all'articolo.
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I pericoli del social network secondo l’FBI
Scott O'Neal lavora per l'FBI, e si occupa di "cyber crime" ovvero di quei crimini che possono essere commessi sulla rete: in particolare di pornografia infantile, ma anche di frodi online e violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Silicon.com lo ha intervistato rivolgendogli alcune domande sul suo lavoro e sui rischi che si possono correre sul web. Link al testo dell'intervista.
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