Social network
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Concettualmente parte dell'insieme delle community, i social network hanno raggiunto una rilevanza e una vita propria grazie ai significativi risultati dei grandi player: la battaglia sui numeri misurati in decine di milioni di utenti iscritti ha trascinato tutto il settore.
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Che succederà ai social network?
Al Web 2.0 - il summit tecnologico, che si è appena tenuto a San Francisco - Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha detto chiaro e tondo che a lui interessa avere prima di tutto più utenti iscritti: e non fare più soldi. Insomma l'aspetto dimensionale che conta più di quello sostanziale, questo il succo. A questo punto vale la pena di autocitarsi e ricordare che ci siamo già occupati, in un dettagliato articolo postato su Osservatorio Community, della supervalutazione di Facebook e delle possibili conseguenze che avrebbe potuto generare. Le affermazioni di Zuckerberg - che avranno fatto sobbalzare dalla sedia il povero Steve Ballmer, CEO di quella Microsoft che ha investito 240 milioni di dollari in Facebook, seguono di poco, come abbiamo visto, le preoccupazioni espresse da molti analisti sul reale valore di Facebook che certo ha tanti, tantissimi utenti, ma genera pochissimi utili,
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Tokoni il social network figlio di nobili genitori
Nasce l'ennesimo social network, Tokoni, che si propone come uno spazio dove gli utenti possono scrivere le loro storie personali, postare contenuti multimediali e interagire tra di loro. Gli introiti saranno assicurati da messaggi pubblicitari personalizzati e ritagliati sui contenuti e da partnership con quelle società che useranno la nuova piattaforma di Tokoni per posizionare il loro marchio.
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La Mercedes-Benz lancia un social network per la generazione Y
Sono sempre di più i grandi brand che sviluppano strategie di fidelizzazione dei clienti, tramite il lancio di social network dedicati. Questa volta parliamo del mercato automobilistico, e in particolare della Mercedes-Benz. La peculiarità del nuovo social network GenerationBenz.com è che un target non generalista, ma specifico, essendo rivolto alla cosiddetta generazione Y, o net generation, quella fatta da ventenni che usano la rete Internet come se fosse qualcosa di naturale.
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I don’t blog, I tumble: e il blog diventa vecchio
Prima è stata la volta di Twitter a mettere in discussione la stessa idea di blog, sia nella sintesi che impone ai post (140 caratteri), sia nella relazione che si instaura tra l'autore del microblog e gli altri microbloggers con cui è in rete, disponendo in un'unica pagina gli altrui aggiornamenti, che diventano così un'aggregazione selettiva di blog: in pratica un meta-blog che trasforma l'«uno verso tanti» che caratterizza il blog tradizionale, in «tanti verso tanti». Ora è la volta di Tumblr e dei suoi tumblelogs, o tlogs, che sono anch'essi variazioni del blog tradizionale in forma non solo di testo o linklogs (come in twitter), ma anche di citazioni, foto, video, e audio (è possibile fare l'upload di un mp3 al giorno);
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I social network diventano i nuovi media
E' di poche ore fa un breve rilancio di Repubblica.it che segnalava che il sito del Ministero dell'istruzione aveva subito un hacking. L'articolino del quotidiano online riporta un link (Ministero dell'istruzione) che una volta cliccato, dopo pochi secondi di visualizzazione del sito istituzionale, fa partire un video a tutto schermo che dà voce a un personaggio, Anna Adamolo, che riassume in sè vari ruoli (una precaria, un'insegnante, una ricercatrice, una studentessa con lode) trasversali al mondo dell'istruzione. Alla fine del video il mistero viene svelato: Anna Adamolo è un personaggio di finzione, ed è l'anagramma di Onda Anomala il nome del movimento di protesta studentesca contro la legge Gelmini.
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GettingHired.com social network professionale per disabili
Se da una parte stiamo assistendo al boom di siti sociali orientati all'intrattenimento - tra i grandi player il caso paradigmatico è quello di Facebook e della sua crescita esponenziale di utenti - dall'altro vediamo nascere sempre più siti di social networking professionale, diretti a un pubblico che è alla ricerca di lavoro o ad aziende che fanno recruiting online. E i target di questi siti sono sempre più specifici. E' il caso di GettingHired.com, una rete sociale al servizio di cittadini statunitensi con disabilità, che si propone di incrociare domande e offerte di lavoro.
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Il social networking sul posto di lavoro: un’opportunità
Il web 2.0 e il social networking usato sul posto di lavoro: un bene o un male? Quali i vantaggi e gli svantaggi di una pratica che si va sempre più diffondendo all'interno delle aziende? Va limitato o incentivato? Uno studio commissionato da AT&T a Dynamic Markets rivela che l'uso del social networking incrementa la produttività dei propri dipendenti e collaboratori. Il 65% dei 2500 intervistati nel sondaggio sostiene infatti che l'uso delle reti sociali sul luogo di lavoro ha
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