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Social network

  • Concettualmente parte dell'insieme delle community, i social network hanno raggiunto una rilevanza e una vita propria grazie ai significativi risultati dei grandi player: la battaglia sui numeri misurati in decine di milioni di utenti iscritti ha trascinato tutto il settore.

  • Qlique paga 10$ all’ora per la redazione di contenuti

    Mentre si affacciano qua e là timidi tentativi di retribuire chi frequenta un sito, arrichendolo di contenuti, Qlique, sito di social network, ha pubblicato un annuncio su Facebook, con cui ricerca studenti di college che, in cambio di una paga oraria, scrivano contenuti per il sito, in particolare storie che riguardino le loro vite. La parte interessante ( e parzialmente innovativa) è che Qlique si offre di pagare gli utenti del suo sito (10 dollari all'ora) per fargli fare quel che farebbero gratuitamente, se provassero un interesse autentico. Cnet, che riporta la notizia, mette in luce come questa scelta possa nuocere all'immagine di Qlique, suggerendo che l'annuncio pubblico non è una buona modalità per reclutare redattori di contenuti per un sito di social network. Link all'articolo.

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  • I Social Network prima di Internet

    Si tende a pensare che la nascita dei social network coincida con il boom di siti come Linkedin, Facebook e MySpace, dimenticando, di fatto, che il concetto di rete sociale è qualcosa che esiste da ben prima dell'avvento di internet. I primi studi in questo campo, risalgono infatti a un secolo e mezzo fa. E i siti che oggi attirano l'attenzione dei media e mettono in rete milioni di persone, sono solo una delle declinazioni dell'oggetto di una ricerca scientifica che ha attraversato tutto il novecento, e addirittura parte del secolo precedente.

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  • Il social network dei tecnostressati e la maratona più breve del mondo

    La notizia sembra appartenere all'alveo del faceto. Ma si colloca in un ambito tremendamente serio: quello delle dipendenze, in particolare delle tecnodipendenze, fenomeno giovane ma non per questo meno preoccupante. L'associazione che promuove il neonato social network Run for Tecnostress si chiama infatti Netdipendenza Onlus. E l'ideatore è il suo presidente, il giornalista Enzo Di Frenna.

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  • Il primo social network in flash? Lymabean

    La filosofia che sta dietro il nascente Lymabean (annunciato ma non ancora operativo) è duplice: da una parte l'ambizione di offrire all'utente un'esperienza accattivante dal punto di vista grafico basandosi sulla tecnologia flash; dall'altra quella di ritornare al modello del primo facebook, quello delle origini (dedicato solo agli studenti e non ancora al grande pubblico): Il fondatore promette: "Non lo apriremo a tutti. E' impossibile creare un sito sociale che sia significativo per tutti. Nella vita reale, le persone socializzano in luoghi diversi." Per leggere la notizia. Per un'anteprima di quel che sarà Lymabean.

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  • I gesuiti si schierano per le elezioni politiche. Usando il loro social network.

    Solo ieri parlavamo di come negli Usa si stia diffondendo il social networking religioso: un vero fenomeno di massa. Anche in Italia qualcosa si muove. L'ordine dei Gesuiti, da sempre pioniere per sensibilità verso le nuove tecnologie che riguardano la comunicazione, si schiera per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile. E lo fa online: dettando i criteri con cui valutare i programmi delle forze politiche in campo, attraverso il JSN (Jesuit social network) rete che unisce religiosi e laici attenti all'ambito sociale. Fonte.

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  • 5 corsi per trasformare le social applications in dollari sonanti

    Se qualcuno si trovasse a San Francisco il 3 aprile, potrà partecipare al seminario di un giorno nel quale verranno presentati le 5 classi di corsi che la SocialMedia Network's Business School ha in programma, per aiutare gli sviluppatori di applicazioni di social networking a trasformare idee ancora sulla carta in veri e propri business plan che possano avere un riscontro e un ritorno economico nel mondo reale. Per maggiori informazioni. Link alla notizia.

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  • Il network è mio e me lo gestisco io

    Cosa succederebbe ai contatti online di un famoso musicista se improvvisamente le pagine del proprio spazio Myspace chiudessero? Dove finirebbero tutti i suoi fans? Come potere ricontattarli per comunicargli la data di un concerto o magari l'uscita di un nuovo disco? L'avere il controllo del database delle e-mail dei propri fans è uno dei motivi che stanno spingendo artisti come Kylie Minogue, le Pussycat Dolls o 50 Cent ad implementare veri e propri social network direttamente all'interno dei propri siti.

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